Recensione di “Ten years of failures” dei Twister

I Twister sono tornati. A distanza di 3 anni dalla loro ultima pubblicazione, lo split con i Riccobellis, pubblicano (nel dicembre 2020) un Mini EP in vinile contentente due canzoni per celebrare i loro 10 anni di attività. I Twister, se non doveste conoscerli (probabilmente perché non avete mai ascoltato niente di Punk Rock italiano negli ultimi 10 anni), sono un gruppo Punk Rock di Roma, abbastanza conosciuto nel circuito nazionale, che suona ispirandosi alla scuola Screeching Weasel, The Queers, Teenage Bottlerocket. Insomma, il cosiddetto Ramonescore, se non vi da fastidio che lo chiami così.

Io, fan da parecchi anni della band, ero curiosissimo di sentire qualcosa di nuovo dai Twister.  Ma per “nuovo” intendevo “nuovo materiale”, non “nuovo stile”. E invece. 

I nuovi pezzi mi hanno sorpreso. Sia chiaro, non è uno stile totalmente diverso da quello che facevano prima, si tratta sempre di Punk Rock melodico su basi di 3 o 4 accordi. Ma le melodie sono incredibilmente più pensate, di colpo meno spensierate e giocose rispetto alla media delle precedenti. Sembra una transizione verso una crescita e una maturità. Fa pensare a quando si finisce il liceo, dopo 5 (o più) anni di cazzeggio , all’improvviso ci si ritrova, a 20 anni ad affrontare qualcosa di più serio e totalmente diverso. Ci si ferma a farsi domande sul futuro, perché sì, si è ancora giovani, ma si hanno 20 anni, non più 15. E il tempo passa. Tutto questo si rispecchia anche nei testi di entrambe le canzoni, decisamente più cupi e profondi rispetto al passato. 

“I have nothing in the fridge

I can’t find clean underwear

I have nothing in my head”

Questi sono i versi recitati su “Frozen”, lato B del mini EP. E diventata personalmente la mia canzone preferita dei Twister dopo averla ascoltata solo una volta. “After Me”, traccia che apre il lato A, leggermente più allegra, non gli sta sotto di molto. Potremmo concludere che questo singolo contiene 2 tra le canzoni più belle di sempre dei Twister.

Anche la produzione è sicuramente la migliore che abbiano mai avuto. Altra cosa che mi suona nuova sono gli arrangiamenti  e le armonizzazioni di ulteriori tracce di chitarra, oltre le ritmiche.

Il mini EP, primo con Ivano alla batteria, è stato stampato in 250 copie  in vinile nero, la copertina disponibile in 4 colorazioni diverse. E’ stato co-prodotto dalla italiana  One Chord Wonders, dalla americana Mom’s Basement Records e dalla Let’s Goat Records, piccola etichetta mandata avanti dai membri della band stessa.

Il futuro dei Twister non lo conosco. Spero vivamente in un loro EP, full length o qualsiasi altra cosa, perché ho davvero voglia di sentire se torneranno ad essere i ragazzini spensierati di prima, se continueranno sulla strada più introspettiva di questo mini EP o se mescoleranno le due formule.

Vedremo.

Di Matteo Pizzuti

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