Recensione dell’EP “Drunk In Different Places” dei McBain

5 brani, 8 minuti. Cercherò di fare una recensione breve, perché sarebbe irrispettoso per la band e per l’EP farne una lunga.

I McBain sono un trio Punk Rock melodico di Milano, ero a conoscenza della band già dall’anno scorso, dopo aver ascoltato il loro album del 2017 “Revenge”, che avevo apprezzato molto per la sua semplicità e melodia.

L’EP “Drunk In Different Places” prosegue sulla stessa lunghezza d’onda. Semplice, diretto, i pezzi durano il giusto, il sound è d’ispirazione Teenage Bottlerocket, ottime melodie, niente soli, niente arrangiamenti chissà quanto ragionati, solo ottimi ritornelli, velocità e 3 o 4 accordi. Le basi. Esattamente quello che cercavo. 

Totalmente innamorato di “Slow Down”, la seconda traccia dell’album e, in qualche modo, la più differente dalle altre. Quasi una semi-ballad, che ricorda vagamente il sound dei primissimi Weezer con quel terzinato. Melodicamente bellissima, si stampa in testa senza andare via, viene da cantarla anche se si sta ascoltando per strada. Questo è quello che voglio in un album Punk Rock, pochi tecnicismi, tanti anthem da cantare e ricordare. 

Le altre canzoni, comunque non sono da meno. “The Sharks”, pezzo uscito accompagnato da un video musicale, potrebbe essere tranquillamente uscito da una compilation Ramonescore della Red Scare Industries. Impressionante.

E in realtà l’hype, invece di scendere dopo averlo ascoltato, sale, perché l’EP, uscito il 23 aprile 2021, è solo il primo capitolo di una trilogia di EP chiamata “Hard Being Us”. Ogni EP rappresenterà uno dei 3 membri della band. Quando questi tre EP saranno pubblicati uno dietro l’altro, convergeranno in un unico album, chiamato appunto “Hard Being Us”.

Questo avvenimento lo chiamerò ufficialmente MCU (McBain Cinematic Universe). Perché? Perché sì.

Ok, ho già offeso la band scrivendo così tanto, ma è necessario che vi dia delle informazioni più tecniche sul disco: “Drunk In Different Places” è stato registrato e missato da Carlo Altobelli al Toxic Basement Studio di Carate Brianza (MI), mentre l’artwork è stato affidato a Luca Loreti.

La trilogia verrà stampata in un box di 3 CD in 66 copie.

Ora sono impaziente di ascoltare i prossimi 2.

Sbrigatevi

A cura di Matteo Pizzuti


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