Recensione del full leght “Il Treno Ha Fischiato” degli Olga Psicotica

Incantevole.

E’ una parola che raramente si usa in una recensione, ma è la prima che mi viene in mente. E la recensione potrebbe anche finire qui, ma voglio provare a dilungarmi, dai.

Loro sono gli Olga Psicotica, band Alternative Rock di Arezzo, con il loro full length “Il Treno Ha Fischiato”. Sorprendente.

Qui c’è vera classe, anche nei pezzi più aggressivi, non si sfocia mai nella rozzezza, è tutto molto controllato. Il genere, un alternative rock con una pesante ispirazione grunge, insieme al cantato in Italiano, mi fa subito pensare ai Verdena. Sì, me li ricordano decisamente, la tonalità della voce, i testi, l’alternarsi tra pezzi più lenti e acustici ed altri aggressivi e distorti, le atmosfere tendenti al sognante e psichedelico. L’impronta dei Verdena è palese.

Non per scoraggiarvi, ma se cercate canzoni tirate via, semplici e veloci, quest’album, “Il Treno Ha Fischiato” non è per voi. E’ complicato, l’ascolto non è semplicissimo, parliamo di 14 brani ed una durata totale di quasi 47 minuti. LGli arrangiamenti sono curati e mai banali, le armonie vocali quasi accennate a ricordare i Nirvana, l’alternarsi di chitarre acustiche ed elettriche, ritmi mai troppo veloci. Insomma, E’ sicuramente interessante, ma probabilmente non andrà giù ai fan della musica più veloce e selvaggia. O magari sì, chi lo sa.

Durante l’ascolto si hanno emozioni contrastanti. Da una parte una spaesante malinconia, ma allo stesso momento qualcosa ti avvolge come un abbraccio caldo e rassicurante. Difficile da descrivere.

La produzione è ottima, soprattutto se si pensa che l’album, oltre ad essere il loro debutto, è totalmente autoprodotto. Tutti gli strumenti si sentono bene, nessuno sovrasta l’altro ed è tutto al proprio posto. Come dovrebbe essere. 

Tra l’altro, molto coraggioso debuttare nell’underground con un album intero e non con un EP. Ma mi piace questa mentalità. Da levarsi il cappello.

Noto che è raro incontrare un gruppo di questo genere nell’underground. O forse è solo ignoranza mia, ma ammetto che dopo l’ascolto di questo disco, dovrei andare a cercare più informazioni su gruppi del genere nell’underground italiano. Spero di sbagliarmi e di trovarne molti altri.

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