LA LOTTA CONTINUA! ALZA LA TESTA!

Oggi, nella Giornata Internazionale delle Donne, si celebrano i diritti e i risultati ottenuti dalle donne dopo migliaia di anni di patriarcato con un approccio intersezionale, ossia considerando i diritti di tutte le donne e non solo. L’ONU ha scelto come tema di quest’anno: “Donne al comando: raggiungere un futuro uguale in un mondo Covid-19”. Quindi si focalizza sulle lotte per il potere decisionale, per la parità di retribuzione e per un futuro più equo. Ma in questa giornata quanto è importante concentrarsi sulle lotte presenti e future, otre che su quelle passate? Quanto c’è ancora da combattere? Bhè, la strada è ancora lunga.

Oggi assistiamo a una marea di ingiustizie e discriminazioni. Abbiamo un governo con poche donne e tutte inserite in ministeri senza portafoglio. Non abbiamo mai avuto un Presidente donna. Quest’anno su 101.000 persone che hanno perso il lavoro, 99.000 sono donne. Nell’Ue, le donne guadagnano in il 16% in meno rispetto agli uomini. La pandemia ha acuito le disuguaglianze esistenti e ha reso palese come la nostra società sia basata su precarietà e forme di lavoro di cura non retribuite. Sono ancora dilaganti le discriminazioni di genere, che influenzano l’importanza data alle donne in ambito lavorativo.

Oggi osserviamo ancora il lavaggio del cervello che il patriarcato ci ha fatto; il classico “se l’è cercata”, lo stereotipo della donna-angelo del focolare, una direttrice che vuole essere chiamata direttore, persone che insultano donne, che chiedono loro di apparire femminili o che danno a un uomo della “femminuccia”, come se assomigliare in qualche modo a una donna fosse una cosa di cui vergognarsi. In Italia, solo a febbraio, è stata uccisa una donna a settimana. Il perpetrarsi di una cultura fortemente misogina interiorizzata e inconsapevole danneggia continuamente il rispetto dei nostri diritti e ci immerge in una logica patriarcale, in un susseguirsi di stereotipi a cui uomini e donne devono aderire, abolendo la libera espressione di se stessi.

Oggi in Italia il 60% dei ginecologi è obiettore di coscienza, incidendo sulla libertà di scelta delle donne. Nelle Marche non verrà distribuita, almeno per il momento, la pillola abortiva nei consultori. Siamo ancora vittime della destra antiabortista e discriminatoria, che ostacola il pieno potere che dovremmo avere sul nostro corpo.

PER TUTTI QUESTI MOTIVI, A CHI DICE CHE LA PARITA’ E’ STATA RAGGIUNTA DOBBIAMO DIRE CHE NON E’ VERO UN CAZZO PERCHE’ BISOGNA CONTINUARE A LOTTARE PER UNA SOCIETA’ EQUA, SMONTARE GLI SCHEMI MISOGINI E PATRIARCALI SU CUI SI BASA LA NOSTRA CULTURA, FARE INFORMAZIONE, COMBATTERE OGNI GIORNO PER FAR SI’ CHE VIOLENZE, DISCRIMINAZIONI E STEREOTIPI SIANO ABOLITI! L’8 MARZO NON DEVE ESSERE UNA VOLTA L’ANNO, MA TUTTI I GIORNI! ALZIAMO LA TESTA!

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