Intervista ai C4

Buon giorno amici! Abbiamo fatto una chiacchierata con i C4 in occasione dell’uscita del loro nuovo EP, “La provincia odia”! Gustatevi questa nuova mega intervista!

RIOTZINE: Ciao! Siamo qui per promuovere il vostro ultimo disco…ma iniziamo con un po’ di biografia essenziale…

C4 (Roberto): Allora, il gruppo è nato nel 2006, ben 15 anni fa, senza una idea specifica alla base…eravamo tutti ragazzini, volevamo andare in saletta o a un concerto e fare casino!

Abbiamo iniziato facendo un mucchio di cover di gruppi molto politicizzati come i Kenze Neke e gli ASKRA, che sono due gruppi sardi indipendentisti, infatti la roba di cantare in sardo ci è venuta anche da lì…eravamo in 4 all’inizio, poi il cantante ci ha abbandonato e siamo rimasti io (Roberto), Gianlu e Mattia, chitarrista che non suona più con noi.

C4 (Gianluca): Dopo 3 anni passati a suonare cover, nel 2009 abbiamo iniziato a comporre brani nostri, tracce demo ecc. per un paio d’anni, per poi far uscire il primo album nel 2012, Congestione Mentale. Dopo il disco c’è stato un cambio di formazione e il gruppo si è fermato per qualche anno, per poi ripartire con la “scusa di festeggiare” i 10 anni di attività, coinvolgendo Fabio e Luca per qualche concerto…così si è affermata una nuova formazione, più solida, con cui ci siamo trovati bene e abbiamo continuato a suonare senza troppi scazzi, nonostante la distanza e gli impegni di ogni componente…siamo amici da un botto di anni quindi certe cose ci vengono naturali. Fin da subito abbiamo iniziato a prepararci per fare il nuovo disco, Disterru e Catenas…il resto è storia.

RIOTZINE: La dicitura “combat rock” evoca dei riferimenti che vanno oltre la musica…come collocate la vostra attività fuori dalla band?

C4 (Roberto): Da ragazzini eravamo flashatissimi con la musica politica e si sente molto nel primo album…un gruppo che personalmente mi ha formato è la Banda Bassotti, per me l’unione tra musica e politica era una cosa scontata…poi col tempo, crescendo, stando in Sardegna dove ci sono tantissime istanze, emigrando ecc. abbiamo capito che la nostra connotazione politica come band doveva rispecchiare in qualche modo quello che era l’ambiente in cui vivevamo e siamo cresciuti…infatti Disterru e Catenas parla di emigrazione, spopolamento, fino alla questione delle basi militari…insomma abbiamo preso una strada abbastanza definita, ci siamo trovati in mezzo a diverse situazioni, dal movimento di A Foras agli spazi dove abbiamo suonato…poi ognuno ha un po’ le sue idee, però di base ci ritroviamo sull’antifascismo, l’antisessismo…abbiamo un’occhio di riguardo sulla questione anticolonialista, si parla tanto di nazioni senza stato all’estero, Paesi Baschi, Catalunya, Palestina, poi quando si parla di Sardegna o anche della Sicilia…cioè a me è capito di sentirmi dire “Cazzo ma sei leghista?”.

Quindi diciamo che spingere questi messaggi, soprattutto in sardo e quindi con la rivendicazione linguistica, l’abbiamo scoperta una cosa molto importante per noi.

RIOTZINE: Abbiamo avuto modo di entrare in contatto con gruppi come gli A Fora de Arrastu, che distribuiscono prima dei concerti fogli con i testi sardi tradotti in italiano…da lì è nata una certa curiosità, ti andrebbe di approfondire l’argomento della rivendicazione e dell’indipendentismo?

C4 (Roberto): Con gli A Fora de Arrastu siamo amici, fortunatamente in Sardegna ci si vuole bene tutti…già siamo pochi, poi se ci mettiamo a scannarci…

Per quanto riguarda il discorso dell’indipendentismo, in Italia è una cosa vista -un po’ così- proprio perché c’è stata la Lega…un conto è parlare di secessione, come loro, facendo una rivendicazione di tipo economico, un conto invece è fare un discorso di tipo culturale e sociale. La Sardegna ha una lingua e un popolo a sé, storicamente è sempre stata una colonia italiana, quindi è un discorso di autodeterminazione popolare, semplice. Non è: “io mi voglio staccare dall’Italia perché così divento ricco!” ma piuttosto “io voglio staccarmi perché sono secoli che l’Italia, e prima ancora i piemontesi,  opprime e distrugge la mia terra, la mia cultura ecc.”…il discorso della Palestina è molto più hardcore, ma se tu vai a vedere la rivendicazione…cioè cosa chiedono i palestinesi? Chiedono di autogovernare la loro nazione e di mantenere i loro territori. Alla stessa maniera i baschi…poi loro hanno tutta quella fascinazione super-marxista, però quello che chiedono di base è una nazione! Per questo si dicono nazionalisti baschi…se tu qua dici che sei un nazionalista sardo, ti sparano in bocca!

Avevamo formato un collettivo di indipendentisti sardi emigrati e all’inizio abbiamo avuto dei problemi per fare le iniziative proprio per questo…poi alla fine conta il modo di porsi.

In Sardegna nel movimento di A Foras ci sono diverse correnti che però si uniscono su una istanza comune…il discorso delle basi militari inevitabilmente ti porta sull’anticolonialismo, e così via…poi c’è tutta la vecchia generazione di indipendentisti che sta lì a litigare su qual è il modo giusto di scrivere una parola in sardo, però diciamo che a livello popolare è un tema molto sentito.

Noi abbiamo sempre cantato molto in italiano ma stiamo cercando di spingere un po’ di più il sardo perché da’ un risvolto diverso alle canzoni…poi la gente anche al di fuori della Sardegna pare apprezzare questa cosa.

RIOTZINE: La copertina del nuovo disco è fighissima raga. Come è nata l’idea di utilizzare una carta dei tarocchi per realizzarla?

C4 (Roberto): Tutto è nato da un litigio; avevamo fatto un sacco di foto, poi un giorno stavo guardando un libro della mia ragazza, che è appassionata di queste cose, ho pensato: “Cazzo se qua ci mettiamo la torre di Mariano, che è il simbolo della nostra città, esce una bomba” e abbiamo chiesto a un nostro amico che fa il tatuatore, Oristano, di sviluppare l’idea. Alla fine è piaciuta a tutti, nonostante Fabio continuasse a rompere i coglioni ahahah.

RIOTZINE: Com’è la scena sarda? Siete molto uniti? Soprattutto durante l’ultimo periodo in cui stiamo soffrendo l’assenza di socialità? Siete riusciti a mantenere dei legami ben saldi?

C4 (Gianluca): Un’anno e mezzo fa sono entrato ufficialmente a collaborare con Baglio e con le Kattive Maniere. Abbiamo provato a spingere un po’ di roba, avevamo come appoggio il Vitamina-beer, locale a San Sperate, la Cueva Rock, l’Old Friend. Il Covid ci ha penalizzato parecchio. Poi abbiamo provato a tirare qualcosa su…il locale Vitamina-beer, dove suonavamo la maggior parte delle serate, ha cambiato gestione, e di conseguenza dovevamo spostarci a suonare alla Cueva Rock, che però è fuori mano, ed ecco ci siamo un po’ persi. Inoltre Diego, che curava social, descrizioni e contatti era in Germania. La voglia di fare sicuramente c’è, poi la gente della nostra scena continua a supportarci. Speriamo di riprendere presto! Abbiamo creato anche un CD con i vari gruppi che negli ultimi 15 anni hanno partecipato a vari concerti in Sardegna, in modo da avere dei fondi per continuare a creare qualcosa.

RIOTZINE: In questo genere è difficile portare qualcosa di innovativo e di originale e portare un sound riconoscibile. Come si è evoluta la vostra musica?

C4 (Roberto): Abbiamo iniziato a scrivere “Congestione mentale”, il nostro primo album, nel 2009 e lo abbiamo finito di scrivere nel 2011, avevamo 18\20 anni e c’erano le influenze di tutti i gruppi che sentivamo da ragazzini e scrivevamo una canzone al mese: ogni traccia era diversa. Con “Disterru e Catenas” abbiamo deciso di lavorare tutto in una volta, creando una sequela di canzoni che si legassero sia a livello di sound che a livello di concept. Essendo stato creato molto tempo dopo, io e Gianluca avevamo suonato in altri gruppi. Inoltre Luca e Fabio vengono più dall’hardcore punk melodico americano, mentre io e Gianluca più dallo streetpunk e dall’hardcore italiano. I nostri vari stili si sono intrecciati, creando il nostro sound. Siamo riusciti a evolverci, avendo un approccio di lavoro molto funzionale e creando una “formazione d’acciaio”. Ormai riusciamo a intenderci. Io scrivo da solo generalmente, poi quando vado in studio gli altri sanno cosa vorrei fare, sanno interpretarlo e migliorarlo.

RIOTZINE: Spazio libero! C4 (Gianluca): Ringraziamo le persone che hanno collaborato per l’uscita del nostro EP, i miei coinquilini che hanno dato manforte ai cori, le etichette che credono ancora che la nostra musica dia qualcosa alla società

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