DOTHEARTYOUWANT: Intervista a Be Folko

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Be Folko, una creatura mitologica salentina dalla testa di asino e il corpo di un fumettista sottopeso, talmente raro che forse non ce ne sono altri come lui. Infatti tutti quelli della sua specie sono andati via a riprodursi e socializzare, mentre lui è rimasto solo con i suoi disegni, covando rancore e desiderio di riscatto.

Muove i primi passi militando nel circuito punk hardcore, cantando a squarciagola gli ideali di libertà, antifascismo e uguaglianza, finché una sera non si è reso conto che stava cantando da solo perché tutti erano andati al Salentotek a drogarsi.

Recentemente ha iniziato a lavorare sui webcomic “My Little Donky”, “L’asino volante” e “Broken Hearts”, che hanno cadenza settimanale, con la minaccia di pubblicarli in cartaceo.

Ora che avete conosciuto un po’ quest’artista, bhè, non vi resta che gustarvi quest’intervista!

Ciao Befolko. Innanzitutto grazie per aver partecipato con questa intervista alla nostra rubrica. Dunque, come è iniziato il tuo percorso artistico? Quali artisti ti hanno ispirato di più? Quali ambienti e persone sono stati importanti per la tua formazione artistica?

Vorrei dire di aver coltivato la passione del disegno sin dalla tenera età, ma ci ho messo un bel po’ prima di dedicarmici al cento per cento. Ho passato il periodo successivo alle superiori tentando di fare la persona seria iscrivendomi alla facoltà di matematica, per poi mollarla dopo due anni e scappare all’accademia di belle arti. In quel periodo suonavo e organizzavo concerti punk con la combriccola, io mi accaparravo l’esclusiva sul disegno delle locandine, finché la maggior parte di loro non sono espatriati verso una vita più soddisfacente. Così col tempo quell’aspetto musicale è praticamente morto qui in Salento e ho deciso di concentrarmi sui fumetti. Se mi chiedi da dove traggo ispirazione quindi ti direi che la vera motivazione la trovo in tutto quel circuito di illustratori, tatuatori, serigrafi, ma anche musicisti che ancora insistono a fare quello che più gli piace. Se non mollano loro non mollo io e viceversa!

Come nasce un tuo lavoro? Come si svolge il tuo processo creativo?

Io ho iniziato a disegnare con costanza circa 5 anni fa con le vignette di satira politica e sociale, ma col passare del tempo hanno iniziato a darmi noia. I politici mi fanno schifo e ho deciso di non disegnarli più! Ho capito che la massima soddisfazione la ho quando riesco a creare un personaggio dal nulla e a dargli una caratterizzazione anche senza ispirarmi per forza alla vita reale. Se riesco ogni settimana a riempire la vita di quei personaggi il mio lavoro è compiuto.

Che messaggi cerchi di veicolare tramite l’arte? Esistono delle idee di fondo che ripercorrono tutti i tuoi lavori?

Col fumetto vorrei far capire com’è la vita di chi, per forza di cose, è rimasto a vivere in paese, ma nonostante questo non rinuncia a darsi uno scopo e a realizzare qualcosa di inusuale e spesso non capito. La mia mission è far capire che anche se sei salentino, puoi essere un fumettista o qualsiasi altra cosa tu voglia, anche se intorno a te la gente parla solo di sagre o di quanti ricci è riuscita a pescare prima che li fermasse la guardia costiera. Nello specifico anche a me piacciono i ricci e le sagre ma preferirei allargare il mio campo d’azione.

Mi sta piacendo un sacco la serie “BROKEN HEART”. Quanto è importante “far crescere il proprio cuore”, non abbandonare le proprie passioni, soprattutto nella società odierna?

Fondamentale direi. I social maledetti impongono di dover velocizzare i propri contenuti e spesso ti trovi davanti a non trovare il riscontro del pubblico che speravi. Di fronte a questa realtà puoi reagire in due modi: o piangerti addosso, dare la colpa alle nuove tecnologie e passare il resto della vita a dire che era meglio quando si stava peggio, prima di mollare definitivamente e darti alle briscole al bar, oppure continuare a muso duro in quello che fai, anche se sei consapevole che verrai probabilmente scavalcato dai contenuti ultraveloci, nel mentre che tu stai ancora preparando la bozza del prossimo lavoro, e dimostrare a te stesso che continuerai anche se l’ambiente contro cui ti confronti dovesse diventare ancora più austero. Con Broken Hearts cerco di fare capire un po’ questo, ogni settimana faccio decidere a chi mi segue quale sarà la prossima mossa del proprio cuore e vedere a quale finale li condurrà.

Quanto è importante per te il ruolo del fumetto, inteso come strumento di critica sociale?

Come ti dicevo anche io facevo vignette di critica sociale appena ho iniziato a creare contenuti sulla mia pagina. Andavano pure abbastanza bene. Se hai un tuo punto di vista sulla società e sei in grado di esprimerlo tramite il disegno credo sia uno dei veicoli più potenti per far passare il tuo messaggio. Nel mio sviluppo personale però ho capito che non voglio fare quello, che ho altri soggetti che preferisco sviluppare e che passare l’esistenza soltanto a fare il predicatore dei sani valori antifascisti non fa per me. Con questo però non voglio dire che ho escluso totalmente quell’aspetto dai miei lavori, infatti mi metto sempre a disposizione di collettivi, che molto più seriamente di me affrontano con passione argomenti difficili e rischiosi e che sulla base delle loro esperienze sono in grado di affrontare anche più seriamente questi temi, anziché farlo basandomi solo sulle mie prese di posizione.

Da cosa trai ispirazione?

Anime e manga. Manga e anime. È da un po’ di anni che macino solo quello. Mi piace quel modo così bizzarro di approcciarsi alla vita, molto lontano dallo standard occidentale. Inoltre ho anche una passione per il politicamente scorretto alla South Park, per me insuperabile, e vorrei provare a farlo anche io con l’altra mia serie My Little Donky. È molto difficile però: improvvisamente sono diventati tutti dei perbenisti e da autore hai spesso timore di essere criticato se “ti permetti” a dire una parola di troppo. Anche molti punk e attivisti sono diventati così, che amarezza.

Per finire, hai dei nuovi progetti in programma? Cosa hai in mente per il futuro?

Al momento conto di portare su carta le mie tre serie “My Little Donky”, “Broken Hearts” e “Asino Volante”. Quando avrò fatto un bel lavoro su queste vorrei portare altre tre serie più avventurose ed elaborate che ho in cantiere. E chissà magari riuscire a trasporre almeno una di queste in una serie animata sarebbe la soddisfazione top per me.

Be Folko è fissato con gadget e stickers. Fatene scorta su http://befolko.it/!

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