DOTHEARTYOUWANT: Intervista a Pablo Cammello

Novità novità novità! Visto che qui non vogliamo occuparci solo di musica, abbiamo chiacchierato con un po’ di artisti. Siete pronti? Per primo vi presentiamo Pablo Cammello. Come lui afferma: “Nasce e vive a stento”. Nel 2011 va a vivere a Milano e con l’Infame Studio nello stesso anno esordisce con l’autoproduzione “Metastasi”. 
Dopo un periodo intenso di collaborazioni e autoproduzioni nel 2015 realizza il fumetto web “Tumorama”, che si trasforma successivamente in un libro pubblicato da Shockdom nel 2017. In quegli stessi anni è candidato per i premi Micheluzzi e Boscarato come miglior webcomic. Nel 2018 diventa parte integrante di Progetto Stigma e con Akab e Spugna realizza “Rubens” per Stigma/Eris. Collabora anche con Coconino Press e il MiBact per la collana Fumetti Nei Musei con cui realizza “Monaciello”. Ha pubblicato per Il Manifesto, Il Male, Comicon Edizioni, TINALS, Yellow Kim, Cranio Creations, Passenger Press. Il suo prossimo libro a fumetti si chiama “Stalattite”.

Bhé vi abbiamo covinti? Beccatevi questa bella intervista!

Ciao! Innanzitutto, come è iniziato il tuo percorso artistico?
E’ cominciato senza che me ne accorgessi, crescendomi dentro come una malattia.

Come definiresti il tuo rapporto con l’arte?
Ho tanti rapporti diversi a seconda delle volte. A volte finiscono con orgasmo e a volte piangendo sul bordo del letto mentre mi abbraccia.

Quali artisti ti hanno influenzato di più?
Quelli più matti.

Che differenze noti tra il mondo indipendente e quello dei grandi editori?
Sono sempre stato libero in entrambi. Ma in quello indipendente ti occupi tu di tutte le cose, stampa, distribuzione, grafica, promozione, è molto formativo. In quello degli editori sei meno responsabile e puoi dormire in albergo AHAHAHA!

Le tue idee influenzano la tua arte?
Se non avessi idee, non farei arte.

Come definiresti la realtà artistica indipendente italiana in questo momento così difficile? L’arte è riuscita a non fermarsi mai?
Quello dei fumetti sta abbastanza soffrendo l’assenza di festival che sono il momento di massima esposizione e vendita per gli autori che finalmente escono dalle loro gabbie scoprendo il mondo esterno e la luce del sole. L’arte non si è fermata, ma si è quantomeno ridimensionata.

Cosa ti piacerebbe trasmettere con la tua arte?
Vorrei dare dei pizzicotti alle cervella delle persone che mi leggono come un vecchio zio tabagista con le guanciotte dei suoi nipotini. Ma sono pizzicotti fatti di luce laser.

Per finire parlaci un po’ dei tuoi nuovi progetti.
“Stalattite” sarà il mio prossimo fumetto a colori che uscirà nel 2021. Parlerà di un mondo che penzola a testa in giù e della venuta di un nuovo messia nero. E’ la prima storia che faccio con tutte queste pagine.

Grazie mille Pablo

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