Recensione dell’EP “Tutto quello che non avrei mai voluto” dei Renoir

Cosa sto ascoltando? Tre piccole poesie accompagnate da una musica triste e malinconica.

Perché non saprei come altro definire “Tutto Quello Che Non Avrei Mai Voluto”, secondo EP dei Renoir, quartetto emo/post-hc di Ragusa.

La delicata violenza con cui si viene dolcemente aggrediti dalle canzoni  è disarmante. Durante l’ascolto, viene più volte da chiedersi “come dovrei sentirmi?” Le chitarre acide mai completamente distorte, le melodie intrise di malinconia, gli arpeggi e i riff in tapping / hammer on con palesi richiami al Midwest Emo ed i testi personali ed introspettivi fanno scendere gli ascoltatori in uno stato di momentanea tristezza, ma tutto è bilanciato da una strana atmosfera consolatoria. E non si avvertono come due emozioni distinte, ma come una grossa massa emotiva di sentimenti contrastanti, ma ben legati tra loro. Se questo EP fosse un cibo, sarebbe una salsa agrodolce, se fosse un colore, direi viola. Con il rosso ti tira su e ti da energia, ma il blu che invece mantiene quel senso costante di malinconia.

La voce a metà tra il lamento e l’urlato, sbatte in faccia emozioni vissute in prima persona, al di fuori di tutte le cose orribili che succedono al mondo, ci ricordiamo improvvisamente che esistono ancora i conflitti personali. Quelli che per il mondo sembrano essere insignificanti, ma per chi li vive, sono la principale forma di stress e preoccupazione. Quelli che quasi nessuno sembra capire. E forse è per questo che si avverte quella sensazione consolatoria, ascoltando l’EP. Viene da pensare che allora non si e soli, che qualcun altro sta vivendo le proprie battaglie personali ed interpersonali. Forse i Renoir sono come me.

Ecco, non consiglio sicuramente l’album agli amanti di un Punk veloce ed aggressivo, sicuramente. O magari sì, se si ha voglia di provare qualcosa di nuovo ed allargare i propri orizzonti. Le atmosfere deprimenti e a tratti arrabbiate dei primi Gazebo Penguins si incrociano con alcune tecniche ed arrangiamenti degni del Math Rock di gruppi come Tiny Moving Parts. Cosa chiedere di più? Un altro EP, probabilmente. Speriamo presto.

Il disco, registrato nell’estate 2020, è stato registrato nello studio di Salvo Puma dei Veivecura, a Modica e pubblicato dalla Ciaor Records.

https://renoiremo.bandcamp.com/album/tutto-quello-che-non-avrei-mai-voluto-ep

Di Matteo Pizzuti

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