Intervista ai Milksnake

Eccoci tornati con una succosa intervista ai Milksnake, gruppo punk rock bolognese uscito a marzo con il suo primo disco, “The Real Eye of God”!

1)Ciao raga, raccontateci un po’ di voi. Come è iniziato il vostro percorso?

Giuzu: Ciao raga, grazie mille di dedicarci spazio nella vostra webzine! Diciamo che è iniziato tutto 11 anni fa , siamo rimasti solo io (la cantante ) ed Hari (il batterista ) dall’inizio fino ad oggi. In pratica, io ero stata cacciata da una banda di sole femmine con l’accusa di aver otturato il bagno. Una storia molto penosa. Da lì ho messo un annuncio e ho trovato Hari… dopo 11 anni siamo ancora qui. Nuovissima scoperta è Ale, il nostro attuale chitarrista…
Ale : Sono stato felicissimo di entrare a far parte di questa realtà insieme ad Hari e Giulia, siamo un trio di scoppiati ed è bello per questo! Con loro mi trovo molto bene sia musicalmente che umanamente e sono sicuro che non sia soltanto una collaborazione, bensì un’amicizia sincera. 

2)Quali sono gli artisti che vi hanno influenzato di più?

Ale: I generi che ascolto di più sono Hardcore Punk e Stoner/Doom metal. Il mio idolo chitarristico è fuori di dubbio Matt Pike per la sua capacità di gestire strati su strati di distorsione fino a creare un muro di suono e sustain. Altri musicisti che stimo tantissimo sono Jordan Posner dei Terror e Ryan Waste dei Municipal Waste.

Hari: Gli artisti che personalmente mi hanno influenzato sono molti e provengono da diversi generi che vanno dal punk hardcore californiano fino al black metal. Sono molto legato alla scena punk hardcore newyorkese, quindi Sick of it all, Madball, Agnostic front, ma non disdegno neppure i gruppi hardcore più moderni. Se andiamo su altri generi sicuramente i gruppi che apprezzo di più in questo momento sono gli Sleep e i Behemoth.

3)A marzo avete pubblicato il vostro primo disco, “The Real Eye of God”. Come è stato produrre il vostro primo lavoro in questo incubo di pandemia?

Giuzu: Semplicemente una merda, tuttavia abbiamo avuto molto riscontro dal pubblico; Bandcamp ci ha aperto la strada alla possibilità di avere nuovi ascoltatori. Infatti attualmente abbiamo molti fan in Giappone, Germania, Australia, Messico; parliamo di gente che ha speso €30 di spedizione per acquistare la nostra maglietta che vendiamo a €10. Questo supporto ci ha molto rinfrancato e ci ha dato la voglia di andare avanti. E’ anche uscito il nostro video sotto la Hardcore Worldwide!

4)Che difficoltà avete incontrato nella realizzazione di “The Real Eye of God”?

La difficoltà principale è stata soprattutto la miriade di casi umani alla quale ci siamo interfacciati nel primo anno a Bologna, abbiamo cambiato 3 chitarristi e due bassisti. Bugie, paure, malattie finte… Abbiamo visto di tutto, ma alla fine siamo felici di aver perso questi individui per strada ed essere riusciti a fare questo album in cui abbiamo creduto tantissimo.

5)Percepite un clima di sostegno all’interno della scena nei tempi difficili che ci troviamo a vivere?

 Giuzu: Sinceramente ci sembra che i musicisti punk italiani siano più impegnati a farsi i selfie su Instagram che a sostenersi gli uni con gli altri. Qualche mosca bianca c’è, per fortuna. Una cosa che ci ha molto stupiti è che per esempio, noi usiamo Instagram anche per condividere i contenuti di altri artisti nelle nostre storie; questi ci ringraziano, ri-postano la storia che abbiamo messo noi … e non ricambiano mai. Non è stato proprio capito il senso di aiutarsi nemmeno in questi termini così banali. Peccato!

Hari : Sì, peccato! Fin quando si continuerà a ragionare in questo modo resteremo sempre una nicchia di poveri stronzi.
Ale : Noi comunque continueremo a sostenere la scena!

6)Cosa vi ispira dell’ambiente che vi circonda? Insomma, come descrivereste il vostro processo creativo?

È come se chiedessi ad un gatto perché si lecca il culo, AHAHAHA.

7)Mi ha colpito particolarmente la copertina del disco. Come mai il soggetto principale è un gatto/topo con 3 occhi?

La copertina rappresenta un gatto travestito da Topolino. Intorno a lui ci sono una miriade di topi intontiti ed intenti a idolatrarlo, ritenendolo un Dio (da qui il titolo dell’album) solo perché ha tre occhi. In realtà è un enorme inganno.

8)Cosa consigliereste ai giovani punk?

Sfruttate il disagio e non arrendetevi mai!

9)Cosa significa per voi essere punk?

Crediamo che essere punk NON ABBIA NIENTE A CHE VEDERE col fare i modelli/le modelle su Instagram o la guerra a chi ha più like alla foto col bicipite palestrato bello tatuato, non è punk vantarsi di essersi portato a letto chissà chi facendo foto-trofeo da sbattere sui social (cosa che riteniamo oltre che ridicola anche patetica dato scopare è la cosa più normale del mondo ), non è punk solo chi ha i capelli colorati o urla più forte.
Ma è punk aiutarsi, essere leali, essere onesti con gli amici, *sempre*, leggere, sostenersi, essere contro tutta questa merda di società borghese cattolica benpensante e malvolente, pensare tanto, amare l’Arte , sostenere l’Arte degli altri, credere nella verità, avere valori (amore, amicizia, fedeltà) e non dipendere da un like su un social di merda o cazzate di questo tipo che sono diventate ormai il nostro pane (di merda) quotidiano.
Questi sono i motivo per cui noi non siamo assolutamente punk. Ma questo non ci impedisce di drogarci tantissimo.

Grazie mille ragazzi! E’ stato un piacere collaborare con voi!

Se non lo avete ancora fatto, andatevi ad ascoltare “The Eye of God”, merita tantissimo!

https://open.spotify.com/album/1PbNEI2ZWkCkarU83LsnuQ?si=_otPJgAPRUO6FEs3eD39dw

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