Recensione dell’EP “Fai finta che mi ami” dei Galera

Dolore, disperazione, assenza di speranza, nero, lutto.

Potremmo riassumere il nuovo EP dei Galera in questo modo. Ma andiamo con ordine.

I Galera, band hardcore romana (e dico “hardcore” solo  per semplificare, perché non è affatto facile definire ciò che fanno), è ciò che rimane della ex-Death Metal band Ebola, fondata da due dei loro membri. Ma ormai i Galera sono una one-man band.

In quest’ultimo EP, “Fai Finta Che Mi Ami”, è Roberto a fare tutto. Chitarra, voce, basso e programmazione della batteria. Un bel lavorone, che sa tanto di Black Metal scandinavo di inizio anni ’90. E non è che non si senta anche qualche vaga influenza a quel genere. Ok, parliamo di hardcore, ma quello scream così tirato e disperato, l’estetica della copertina tendente al total black… Qualche richiamo ce lo vedo, ma magari sono io. Il fatto è che non è la classica musica aggressiva, ma liberatoria, di quella che ti sfoga e ti fa passare la rabbia. Con questi 4 pezzi (5, se consideriamo l’outro strumentale che da il titoplo all’EP) si accumulano pessime emozioni. Si sente ansia, oppressione, come se le quattro mura della stanza si stessero stringendo sempre di più. Non si respira. Sensazione di soffocamento.

A livello musicale, i richiami più palesi sono quelli di un hardcore moderno in stile Converge, Breach, quindi tendente a creare caos e non melodie, nemmeno se aggressive. In tutto questo si fa spazio una pesante influenza Death Metal, probabilmente ereditata dalla band precedente, appunto gli Ebola. Tutto questo condito da un vago sapore Black Metal. E’ strano perché non si capisce effettivamente dove sia questo Black Metal, ma in qualche modo sai che c’è. Lo senti, ma non riesci a vederlo. 

Prima di concludere, qualche dato tecnico: L’EP esce in cassetta il 18 settembre 2020 per le etichette Fresh Outbreak Records e Sedation Records.

Devo ammettere, è una piccola gemma dell’underground hardcore italiano. Spero possano ritrovare presto una formazione stabile e che possiamo tornare a rivederli esibirsi dal vivo (in tempi migliori), così come li ho conosciuti la prima volta (apertura ai Sick Of It All al Traffic, Roma).

Nel frattempo rimetto play su “S’Accabadora”, la mia preferita del disco, e i miei pensieri cominciano a colorarsi di nero… Di nuovo…

https://galera1.bandcamp.com/

Di Matteo Pizzuti

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