Phil Russel, vittima del sistema

“Il primo sogno che mi ricordo è di me mano nella mano con un signore anziano, mentre contemplo una valle meravigliosa. All’improvviso vediamo una volpe inseguita da cani da caccia e cacciatori a cavallo, tutti vestiti di rosso. Il signore indica la valle e mi dice: “Figliolo, tu andrai in quella direzione.” All’improvviso mi resi conto che la volpe ero io!”

Phil Russel, 1974

Phil Russel, meglio conosciuto come Wally Hope (Wally era il nome di un cane che si perse all’ultimo Festival di Weight e “Hope” deriva dal fatto che egli aveva una maglietta con su scritto “hope” quando si perse per andare a prendere del cibo), fu un filosofo sperimentale, che fu ucciso dal sistema britannico. Aveva organizzato il primo Festival di Stonehenge, che si sarebbe celebrato nel giugno 1974. Il festival aveva avuto grande successo: c’erano concerti di giorno e di sera le discussioni.

C’era solo un problema: Stonehenge era stato occupato e alla fine il Ministero dell’Ambiente intimò ai “Wallies of Stonehenge” di lasciare la proprietà allo Stato. In caso di intervento, gli occupanti si misero d’accordo per rispondere tutti al nome di Wally. Ci hu un processo esilarante in cui gli hippie sconfissero i “maiali”, come disse Wally; tuttavia il giudice dette ragione al ministero. Quello stesso anno il Festival di Windsor fu particolarmente partecipato. Molti ci andarono per scontentare Sua Maestà, ma anche lei li aspettava con uno stuolo di poliziotti, che li intimidì e li pestò. La stampa si finse scandalizzata e il governo aprì un’inchiesta, facendo credere alla gente che stesse facendo qualcosa. Questa strategia permise e permette tutt’ora al sistema di commettere crimini senza temere ritorsioni. Durante l’inverno Wally aveva iniziato a organizzare il secondo Festival di Stonehenge, ma fu arrestato perché trovato in possesso di tre acidi, durante un’ispezione per trovare un disertore. Non gli fu fatta alcuna multa, come sarebbe successo a chiunque altro, bensì fu messo in carcere preventivo e non gli fu concessa alcuna cauzione, né alcuna telefonata per avvisare qualcuno. Qualche giorno dopo si lamentò perché i vestiti del carcere gli creavano irritazione e la direttrice lo mandò dal dottore della prigione, che non ci mise niente a diagnosticargli la schizofrenia. A Wally prescrissero dosi massicce di una droga chiamata Largactil e spesso lo obbligarono a prenderla con la forza. Questa “cura” lo lasciò in uno stato di incapacità assoluta e quando lo portarono davanti alla Corte, egli non fu capace di capire cosa gli stesse capitando e di difendersi. In seguito fu riportato dinanzi al giudice e fu costretto al ricovero obbligatorio per un periodo indefinito. Il ricovero è in molti casi un modo in cui l’autorità può mettere a tacere le voci scomode, rinchiudendole a tempo indeterminato, nonostante non abbiano commesso alcun crimine. Una volta ricoverata la persona perde tutti i diritti umani fondamentali e può essere trattato in qualsiasi modo decidano i dottori. A Wally erano state somministrate delle pastiglie e delle iniezioni che sarebbero dovute servire a inibire gli effetti collaterali delle medicine, ma in realtà gli fu iniettato in dosi superiori a quelle consigliate il Modecate, la cui overdose gli causò una discinesia cronica a cui non c’era rimedio, per cui quando lo fecero uscire, finito il Festival di Stonehenge, non era più in grado di muoversi in maniera coordinata, come descrisse Penny Rimbaud dei Crass, che lo ospitavano e di cui erano grandi amici. Il sistema lo aveva distrutto, lo aveva ridotto a un manichino. Wally, distrutto dall’idea di restare in uno stato di idiozia provocato dalle droghe, si uccise con una dose letale di sonniferi e morì strozzato dal vomito il 3 dicembre 1975.

Wally era un sognatore, credeva che le persone in fondo fossero buone come molti altri anarchici e che sono le restrizioni che ci impongono a generare il male. Purtroppo è stato una vittima del sistema costruito persone malvage, che tenta di sopprimere l’individuo e il suo spirito, rendendolo una macchina, non più in grado di opporsi ad esso e felici nella sua accettazione. Wally si era contrapposto al mondo corrotto, che i potenti ci raffigurano come il migliore e l’unico possibile, e ha perso la vita. A una prima impressione si potrebbe dire che abbia perso e che la sua battaglia non sia servita a nulla. In realtà avrà vinto fin quando ci sarà qualcuno che, conoscendo la sua storia, si arrabbierà, si ribellerà al mondo grigio e corrotto perché ha fiducia in uno egualitario e migliore, in cui tutti sono liberi di pensare e di esprimersi, e lotterà per ottenerlo.

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